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IL CASO DEL TREVISO BASKET

di Andrea Vecchio Verderame


10/07/2012

Dopo l’uscita di scena della famiglia Benetton, la salvaguardia e la prosecuzione della gloriosa storia del basket professionistico a Treviso sembrava quasi un’utopia.
Invece, grazie alla tenacia ed alla passione di alcuni ex giocatori della Pallacanestro Treviso, Riccardo Pittis, Claudio Coldebella e Paolo Vazzoler, che sono stati capaci di dialogare con gli imprenditori del territorio allo scopo di assicurarne le basi economiche necessarie per il futuro, l’operazione di salvataggio del basket professionistico a Treviso è stata resa possibile da quattro aziende trevigiane che, assieme al Consorzio “Universo Treviso” costituito da 67 imprenditori e rappresentato dal garante Riccardo Pittis, hanno dato vita alla costituzione della “Treviso Basket Srl” .
Alla nuova società sportiva trevigiana presieduta da Paolo Vazzoler la società Verde Sport della famiglia Benetton ha quindi ceduto il proprio titolo sportivo, rinunciando così alla sua partecipazione al Campionato professionistico di A1.
Ma al contempo la vecchia compagine sociale bianco verde, nella persona dell’Amministratore Delegato Giorgio Buzzavo, ha richiesto l’iscrizione al Campionato dilettantistico di Serie C2 allo scopo di mantenere la gestione del settore giovanile.
E proprio questa scorporazione della prima squadra ora in mano alla nuova società sportiva trevigiana ed il settore giovanile rimasto, invece, alla Verde Sport di fatto rende particolarmente complicata l’iscrizione della Treviso Basket Srl al Campionato professionistico di Serie A1.
Infatti, l’art. 128, comma 5, del nuovo Regolamento Organico della Federazione Italiana Pallacanestro prevede che “in caso di rinuncia al titolo sportivo da parte di una società detentrice di tale diritto, la FIP potrà assegnare il titolo medesimo, compatibilmente con il livello del campionato di riferimento ed in presenza dei requisiti necessari, ad altra Società affiliata appartenente alla stessa città o, a discrezione della Federazione stessa, facente parte della medesima regione o area geografica, secondo i criteri previsti dalla circolare normativa federale dal Consiglio Federale”.
Ciò premesso, deve precisarsi che in realtà la società Verde Sport ha di fatto rinunciato al titolo sportivo in relazione alla sua partecipazione al Campionato professionistico di A1, ma non in relazione alla sua partecipazione al Campionato dilettantistico di Serie C2, a cui ha richiesto l’iscrizione, mantenendo il codice FIP relativo alla propria affiliazione.
Deve osservarsi al riguardo che, ai sensi del comma 1 della sopra richiamata norma regolamentare “il titolo sportivo è il riconoscimento da parte della FIP delle condizioni tecniche e sportive che consentono la partecipazione di una Società od un determinato Campionato” .
Ma non avendo quindi la nuova compagine sociale della Treviso Basket Srl la relativa affiliazione della FIP, appare quanto meno di difficile applicazione il sopra richiamato art. 128, comma 5, del Regolamento Organico della Federazione Italiana Pallacanestro.
Proprio per questa ragione, pertanto, la Treviso Basket Srl, allo scopo di potersi iscrivere al Campionato professionistico di A1, ha richiesto alla FIP una specifica deroga in merito all’applicazione della norma in esame, la cui ratio deve individuarsi proprio nell’esigenza di consentire la conservazione e la prosecuzione del movimento cestistico nella medesima città, o comunque regione o area geografica, dove ha operato la società sportiva che rinuncia al relativo titolo sportivo detenuto fino a quel momento.
Su questa possibile deroga è chiamato a pronunciarsi il prossimo 14 luglio 2012 il Consiglio Federale della Federazione Italiana Pallacanestro.
E’ evidente che si tratta di una decisione molto delicata, proprio perché si verrebbe ad introdurre un pericoloso precedente nel Campionato professionistico di A1.



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